La disfunzione somatica (lesione osteopatica)
Per seguire meglio la logica di trattamento osteopatico, è utile comprendere il concetto di disfunzione somatica o lesione osteopatica. Analizzando i principi base dell’osteopatia, si capisce come si cerchi di ottenere un cambiamento agendo sul meccanismo di autoguarigione e sull’integrità strutturale dei vari sistemi. L’osteopata interviene laddove abbia ravvisato una riduzione qualitativa e quantitativa di movimento e questa limitazione viene definita appunto disfunzione somatica. Generalmente gli osteopati la considerano una riduzione di mobilità, ma è più corretto definirla come non normalità dell’ampiezza di movimento di un’articolazione, un osso, una vertebra, un muscolo, una fascia o di un viscere.
Le disfunzioni vengono evidenziate attraverso test di mobilità attiva e/o passiva, generali e specifici, ma sempre sulle singole strutture da analizzare e a test di la valutazione palpatoria per evidenziare differenze di tono, irrorazione sanguinea, innervazione e o dolore.
Il trauma come primo evento è un esempio facile da comprendere, ma in realtà le possibili cause di disfunzione somatica sono numerose e non necessariamente di natura meccanica e molto spesso l’origine è riferibile a strutture ben lontane.
Il persistere di una situazione di non mobilità crea una disfunzione somatica ed una serie di adattamenti secondari posturali e non e spesso il paziente si rivolge all’osteopata per una sintomatologia dolora riferita ad una zona di adattamento secondario.





