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LA DISTORSIONE DI CAVIGLIA

Diagnosi e Trattamento

“In un mondo sempre più tecnologico l’abilità di toccare il paziente con le mani acquista maggiore risalto. I diversi sistemi, tessuti ed articolazioni che compongono il nostro corpo hanno diverse caratteristiche e regole biomeccaniche ben precise ed è solo con il giusto “tocco” e corretta sensibilità del terapeuta che si riesce a ristabilire l’armonia posturale e del movimento.”

LA DISTORSIONE DI CAVIGLIA

IL SISTEMA PIEDE E CAVIGLIA: LA MIA VISIONE

  • Il sistema caviglia – piede è una struttura alquanto complessa, in cui sono presenti 26 ossa33 articolazioni e più di un centinaio tra muscoli (20)tendini legamenti. La sua struttura è un capolavoro biomeccanico. 
  • In questa visione ogni singola articolazione ricopre un ruolo di estrema importanza nel movimento del sistema ed è solo grazie a una manipolazione selettiva che si riacquista il normale range di movimento.
  • Il piede è il punto fisso al suolo su cui gravita l’intero peso del corpo. E’ alla base del sistema di controllo antigravitario (sistema posturale o di equilibrio) che permette all’uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio.
  • Il piede è sia un effettore sia un ricettore: riceve ed esegue dei comandi (risposta motoria), tramite i muscoli, e, nel contempo, interagisce col resto del corpo (il sistema miofasciale, esterocettori cutanei della pianta e dai propriocettori dei suoi muscoli, tendini e articolazioni).

MECCANICA E CLASSIFICAZIONE DELLA DISTORSIONE DI CAVIGLIA

La distorsione alla caviglia si verifica quando l’articolazione della caviglia si piega o si torce in modo eccessivo. Se l’articolazione della caviglia è forzatamente portata ad andare oltre il proprio range di movimento, i muscoli, i legamenti e i tendini che la compongono possono subire delle lesioni che vanno dallo stiramento alla rottura. Le distorsioni più frequenti interessano la parte esterna della caviglia e provocano dolore e gonfiore immediati.

La distorsione di caviglia è uno dei traumi osteoarticolari più diffusi nella fascia di popolazione con età inferiore ai 40 anni.

Il motivo di questa incidenza così alta, una media circa 4000 casi al giorno solo in Italia, si spiega prendendo in esame diversi fattori, alcuni dei quali sono:

  • Alta mobilità: il sistema articolare caviglia-piede è ad ampia mobilità. Sebbene questo sia un fattore positivo poiché consente di adattarci in maniera ottimale alla superficie sulla quale camminiamo, dall’altro espone la caviglia a maggiori fattori di rischio.
  • Alto carico da sopportare: la caviglia è l’ultima articolazione prima di arrivare al piede, quella che collega la tibia all’astragalo, deve sopportare la quasi totalità del peso di tutto il corpo soprattutto in appogio monopodalico o durante l’attività sportiva.
  • Poca sensibilità alla prevenzione negli sport più a rischio, la distorsione alla caviglia ha un’alta incidenza negli sport da corsa come: atletica, calcio, rugby, basket, la palla a mano o il baseball e anche in sport come la pallavolo e il tennis dove si eseguono molti scatti e repentini cambi di direzione.
    Tale sensibilità ovviamente è minore in ambito non agonistico o nelle categorie minori, di cui però fanno parte un maggior numero di persone rispetto alla fascia agonistica.

COSA E' LA DISTORSIONE DI CAVIGLIA?

La Distorsione di Caviglia - Dr Mazzucchelli Luca Fisioterapista Parma

Distorsione”: si intende un trauma a carico di un’articolazione che porta ad un movimento che va oltre il limito fisiologico articolare, e che dunque comporta uno stiramento del complesso muscolare, tendineo, capsulare e legamentoso.”

L’entità della distorsione dipende dall’energia che viene esercitata sulla caviglia, per cui non sempre dipende dal tipo di caduta o dalla velocità della corsa, ma possono concorrervi altri elementi quali il peso del paziente e il meccanismo con cui avviene l’infortunio. Un soggetto obeso, ad esempio, può subire danni rilevanti anche in seguito a una caduta banale. 

Nel caso della caviglia, l’articolazione presa in esame è la tibio–astragalica (tra l’osso della gamba, la tibia, e il primo osso del piede, l’astragalo). Le distorsioni di caviglia interessano fondamentalmente il compartimento laterale e quello mediale nel corso di eccessivi movimenti in eversione o in inversione del piede.

Tra i legamenti che tendono a danneggiarsi di più in caso di distorsione alla caviglia abbiamo il legamento peroneo-calcaneare che ha il compito di stabilizzare i movimenti che portano in sollecitazione.

QUALI SONO LE CAUSE DELLA DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA?

Una distorsione alla caviglia ha luogo quando il movimento dell’articolazione va oltre il suo normale range di movimento. All’origine di una distorsione c’è sempre un trauma: questo può essere dovuto a una caduta, a un atterraggio scorretto dopo un salto o al camminare su una superficie irregolare.

LA CAVIGLIA: CENNI DI ANATOMIA

L’articolazione della caviglia mette in comunicazione lo scheletro della gamba con quello del piede, la cui stabilità è garantita da una importante rete legamentosa, costituita di 3 legamenti a supporto del compartimento laterale e 4 in quello mediale (cioè interno).

A differenza di ciò che si può pensare, la caviglia permette solo due tipi di movimenti:

  • Movimento di flessione: quando avviciniamo la punta del piede verso il margine anteriore della gamba, camminando sui talloni ad esempio;
  • Movimento di estensione: quando allontaniamo la punta del piede dal margine anteriore della gamba, ossia come quando camminiamo sulle punte.

Questi movimenti sono consentiti dall’articolazione tibio–astragalica, che mette in comunicazione l’osso della tibia, che forma lo scheletro principale della gamba, con l’astragalo, l’osso situato nella parte superiore del piede.

Partecipano al complesso articolare della caviglia anche le articolazioni:

  • Articolazione Tibio-peroneale distale: fra osso della tibia e osso del perone
  • Articolazione sottoastragalica: fra calcagno e astragalo

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DISTORSIONE DI CAVIGLIA?

I sintomi che caratterizzano la distorsione di caviglia sono:

  • Gonfiore: generalizzato e soprattutto presente nello spazio sotto malleolare nel lato della caviglia in cui è avvenuta la distorsione;
  • Calore: in particolare nelle prime ora dal trauma;
  • Difficoltà di movimento: si riferisce impotenza funzionale per problemi di stabilità, limitazione articolare delle diverse articolazioni del piede e per il dolore;
  • Dolore: il dolore è presente sia alla pressione che al movimento;
  • Ematoma: vi è anche la presenza di ematoma, soprattutto nei casi di distorsione più gravi.

DIAGNOSI

Il medico effettuerà, dopo un esame fisico, una radiografia al fine di escludere la presenza di lesioni ossee. Per individuare e valutare l’eventuale presenza di lesioni a carico dei tessuti molli (come muscoli, tendini e legamenti), il medico potrà suggerire al paziente di sottoporsi a: ecografia e/o a risonanza magnetica.

TRATTAMENTO

La base del trattamento consiste in riposo, ghiaccio, comprensione, elevazione dell’arto interessato, farmaci antiinfiammatori.

Può essere necessario bloccare l’arto interessato dalla distorsione mediante bendaggio, tutore o apparecchio gessato.

Dopo il primo trattamento viene impostato un programma di controlli ambulatoriali con la funzione di valutare la progressione della guarigione, richiedere eventuali esami di approfondimento, prescrivere terapie fisiche e impostare il protocollo riabilitativo.

FISIOTERAPIA PER LA DISTORSIONE DI CAVIGLIA

La fisioterapia nel caso di una distorsione di caviglia incomincia dopo il periodo di immobilizzazione che oscilla tra i 7 giorni e le 3 settimane a seconda della gravità della situazione e della scelta del medico.

Il percorso fisioterapico è singolare per ogni persona e si pone diversi obiettivi terapeutici:

  • Diminuzione del dolore e del gonfiore
    Nei primi giorni dopo aver tolto la fasciatura, il paziente riferisce dolore sia al movimento che alla palpazione e presenta la caviglia gonfia. Per ridurre la sintomatologia algica si applicano diversi mezzi fisici ad alta tecnologia come:
  • Recupero della articolarità
    Oltre ad utilizzare i mezzi fisici sopraelencati, che ovviamente in questa fase saranno impostati con diversi parametri, le mobilizzazioni saranno rivolte a recuperare i gradi di movimento e sono abbinate a degli esercizi attivi e attivi assistiti. Il recupero della mobilità articolare è fondamentale alla riduzione del dolore e del gonfiore. Nel complesso piede e caviglia ci sono numerose articolazioni e bisogna ridare il movimento ad ogni articolazione tramite tecniche (manipolazioni) di Terapia Manuale ed Osteopatia.
  • Recupero della stabilità e Prevenzione
    Una volta recuperata buona parte della articolarità, ci si può concentrare a recuperare la stabilità dell’articolazione.
    Il fisioterapista in questa fase pianificherà un training di allenamento riabilitativo adatto al paziente, e costituito di esercizi attivi e dell’utilizzo di accessori specifici (ginnastica funzionale e ginnastica propriocettiva) personalizzato a misura del paziente, ovviamente differente dal calciatore professionista all’impiegato d’ufficio.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Il prezzo delle Visita è di Euro 65. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi.

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemnte per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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