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Reflusso gastroesofageo che non passa con i farmaci: l’approccio osteopatico

Reflusso gastroesofageo che non passa con i farmaci: l’approccio osteopatico

Trattamento osteopatico diaframma addome — Dr. Mazzucchelli Parma

Indice

Bruciore retrosternale dopo i pasti, rigurgiti acidi, voce rauca al mattino, tosse secca persistente. Il reflusso gastroesofageo è uno dei disturbi più diffusi nella popolazione adulta, spesso gestito con inibitori di pompa protonica (IPP) per mesi o anni. Ma cosa succede quando i farmaci controllano i sintomi senza risolverli? Quando li sospendi, il reflusso torna. Perché?

La risposta, in molti casi, è che i farmaci agiscono sull’acidità — il sintomo — ma non sulle cause strutturali che permettono all’acido di risalire. L’osteopatia viscerale offre un approccio complementare fondamentale: lavorare sul diaframma, sulla giunzione esofagogastrica, sul nervo vago e sulle tensioni fasciali addominali per ridurre i fattori meccanici che favoriscono il reflusso.

Cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo (GERD — Gastroesophageal Reflux Disease) è la risalita del contenuto gastrico nell’esofago, causata da un’insufficienza del cardias, la valvola muscolare che separa stomaco ed esofago. Normalmente il cardias rimane chiuso e si apre solo per deglutire. Quando questa barriera è compromessa — per debolezza del muscolo, aumento della pressione addominale o ernia iatale — l’acido gastrico risale, irritando la mucosa esofagea.

I sintomi classici sono bruciore retrosternale (pirosi) e rigurgito, ma il reflusso può presentarsi anche con sintomi atipici: tosse notturna, raucedine, sensazione di nodo in gola (globus), asma, erosioni dentali. Questa forma viene chiamata reflusso laringofaringeo (LPR).

Le cause del reflusso gastroesofageo

Cause locali

Ernia iatale: è la causa strutturale più frequente. Lo stomaco — o parte di esso — risale attraverso lo iato esofageo del diaframma nella cavità toracica. Questo crea una discontinuità nella barriera antireflusso e facilita la risalita dell’acido. Le ernie iatali piccole (sliding) sono spesso asintomatiche, ma in soggetti predisposti diventano sintomatiche.

Ipotonia del cardias: il cardias è mantenuto chiuso dalla pressione del muscolo sfintere esofageo inferiore (LES). Certi alimenti (cioccolato, caffè, alcol, grassi), farmaci e ormoni riducono il tono del LES favorendo il reflusso. Lo stress cronico, attraverso il nervo vago, può alterare la motilità gastroesofagea contribuendo all’ipotonia.

Iperpressione addominale: sovrappeso, gravidanza, stipsi cronica e abiti stretti aumentano la pressione intra-addominale, spingendo il contenuto gastrico verso l’alto.

Cause a distanza in chiave osteopatica

Disfunzione diaframmatica: il diaframma non è solo il muscolo principale della respirazione — è anche il principale supporto meccanico del cardias. I pilastri diaframmatici abbracciano letteralmente l’esofago nel suo passaggio dalla cavità toracica all’addome, contribuendo alla chiusura del LES durante la fase espiratoria. Quando il diaframma è in disfunzione — per tensioni fasciali, compensi posturali, cicatrici addominali o stress cronico — la sua azione di supporto al cardias si riduce, favorendo il reflusso.

In osteopatia valutiamo la mobilità del diaframma in termini di escursione verticale, simmetria destra-sinistra e tono delle inserzioni costali. Una restrizione del diaframma destro — frequente nei soggetti con storia di colecistite, appendicite o cicatrici addominali destre — può alterare l’allineamento della giunzione esofagogastrica e favorire il reflusso.

Hai ancora dolore? Posso aiutarti.

Dr. Luca Mazzucchelli — Fisioterapista e Osteopata a Parma


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Nervo vago e sistema nervoso autonomo: il nervo vago innerva l’intero tratto gastrointestinale, regolando motilità, secrezione gastrica e tono degli sfinteri. Una disfunzione vagale — spesso secondaria a tensioni cervicali superiori, rigidità del tratto C0-C1-C2 o tensioni del diaframma toracico — può alterare il ritmo gastrico, rallentare lo svuotamento dello stomaco e aumentare la pressione intragastrica, tutti fattori che favoriscono il reflusso.

Tensioni fasciali del mediastino e del pericardio: la fascia endotoracica che avvolge le strutture mediastiniche è in continuità con la fascia viscerale addominale. Tensioni a questo livello — post-chirurgiche, post-infettive o di origine posturale — possono modificare la posizione dello stomaco e la geometria del cardias.

Disfunzioni vertebrali toraciche T5-T9: i segmenti toracici T5-T9 danno origine ai nervi splancnici, che modulano la secrezione gastrica e la motilità dello stomaco attraverso il sistema simpatico. Una disfunzione somatica a questi livelli può alterare il tono autonomico gastrico, contribuendo all’ipersecrezione acida e al reflusso.

Sintomi

  • Bruciore retrosternale (pirosi), spesso dopo i pasti o in posizione supina
  • Rigurgito acido o amaro, soprattutto di notte o piegandosi in avanti
  • Sensazione di nodo in gola, difficoltà a deglutire (disfagia)
  • Tosse secca cronica, soprattutto notturna
  • Raucedine mattutina, mal di gola ricorrente
  • Gonfiore addominale postprandiale, eruttazioni frequenti
  • In alcuni casi, dolore toracico che simula il dolore cardiaco

Diagnosi

La diagnosi di GERD è clinica nelle forme tipiche. Gli esami strumentali principali sono la gastroscopia (per valutare la mucosa esofagea e l’eventuale esofagite), la pH-metria delle 24 ore (gold standard per la quantificazione del reflusso) e la manometria esofagea (per misurare il tono del LES e la motilità esofagea).

La valutazione osteopatica integra queste informazioni con l’esame della mobilità diaframmatica, della funzionalità del nervo vago (tramite test indiretti), della postura vertebrale toracica e delle tensioni fasciali addominali. Non sostituisce la diagnosi medica ma la completa con una lettura strutturale del problema.

Trattamento osteopatico e fisioterapico

Trattamento osteopatico viscerale: il lavoro si concentra su tre aree principali. Prima di tutto il diaframma: tecniche di rilascio delle inserzioni costali, normalizzazione dell’escursione diaframmatica, lavoro sui pilastri diaframmatici per migliorare il supporto meccanico al cardias. Secondo, lo stomaco e la giunzione esofagogastrica: tecniche di mobilizzazione viscerale per ottimizzare la posizione e la mobilità dello stomaco, riducendo la tensione sulla valvola cardiale. Terzo, il sistema nervoso autonomo: trattamento cervicale superiore (C0-C2) per migliorare il tono vagale, e normalizzazione delle vertebre T5-T9 per ridurre l’ipertono simpatico gastrico.

Trattamento fisioterapico e consigli comportamentali: rieducazione posturale per ridurre la cifosi dorsale (che comprime l’addome in avanti), esercizi di respirazione diaframmatica, counseling nutrizionale per identificare i cibi trigger. Non alzarsi subito dopo i pasti, evitare di coricarsi nelle due ore successive, sollevare la testiera del letto di 15 cm sono modifiche comportamentali che integrano efficacemente il trattamento manuale.

Cosa dice la ricerca

  • Carvalho T et al. — 2020 — “Osteopathic manipulative treatment for gastroesophageal reflux disease: a systematic review” — Journal of Osteopathic Medicine: revisione sistematica che evidenzia come il trattamento osteopatico diaframmatico riduca significativamente i sintomi di GERD, con effetti complementari alla terapia farmacologica standard.
  • Kavuri V et al. — 2015 — “Irritable bowel syndrome: yoga as remedial therapy” — Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine: pur focalizzato sull’IBS, lo studio conferma come le tecniche che agiscono sul nervo vago e sulla mobilità diaframmatica riducano i sintomi gastrointestinali funzionali, incluso il reflusso.

FAQ — Domande frequenti

L’osteopatia può sostituire gli inibitori di pompa protonica?
Non in fase acuta. Gli IPP sono fondamentali per proteggere la mucosa esofagea infiammata e permettere la guarigione. L’osteopatia agisce sulle cause strutturali e può, nel tempo e in accordo con il medico, permettere una riduzione progressiva della dose farmacologica. L’obiettivo è affrontare il problema alla radice, non semplicemente controllare i sintomi.

Quante sedute osteopatiche servono per il reflusso?
I risultati sono spesso percepibili già dopo 2-3 sedute (riduzione del bruciore, miglioramento del gonfiore). Un percorso completo di 6-8 sedute mensili è generalmente sufficiente per consolidare il miglioramento. La risposta è migliore nei soggetti senza ernia iatale importante e in quelli che associano modifiche comportamentali.

Il reflusso notturno è più difficile da trattare?
Il reflusso notturno è spesso più aggressivo perché in posizione supina mancano la gravità e la deglutizione salivare che tamponano l’acido. È anche più legato alla disfunzione diaframmatica e al nervo vago. L’osteopatia è particolarmente efficace su questa forma, lavorando sia sul tono diaframmatico sia sul tono vagale.

Prenota una visita

Se soffri di reflusso gastroesofageo e i farmaci non ti hanno dato una soluzione duratura, una valutazione osteopatica viscerale può fare la differenza. Il Dr. Mazzucchelli integra il lavoro sul diaframma, sul nervo vago e sulle strutture viscerali per affrontare le cause strutturali del reflusso.

Prenota online la tua prima visita oppure contattaci: prenota su WhatsApp al 05211560622.

Dr. Luca Mazzucchelli — Osteopata e Fisioterapista, Parma

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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