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Origine e caratteristiche del dolore, in visione osteopatica

Origine e caratteristiche del dolore, in visione osteopatica

Il dolore in visione Osteopatica

Indice

Ogni quadro doloroso, per esempio il mal di schiena, la dorsalgia o cervicalgia, presenta caratteristiche ben precise che guidano il terapeuta verso l’individuazione della struttura responsabile.

Ogni tipo di struttura (muscolo, legamento, osso, nervo…) genera un dolore con caratteristiche e localizzazione diverse anche se l’aspetto più interessante è che le strutture responsabili molto spesso sono più di una ed in zone anche molto distanti!

Andiamo a descrivere in modo semplice le caratteristiche del dolore e la sua struttura responsabile:

Dolore articolare

Acuto, pungente, compare immediatamente quando l’articolazione si chiude. Per esempio il paziente con mal di schiena lo riferisce come “la punta di un coltello”. E’ perfettamente localizzato e si manifesta esclusivamente a fine movimento o comunque al completamento del range di movimenti massimo di quell’articolazione.

Dolore discale

Acuto, compare immediatamente senza tempo di latenza, quando il peso arriva al disco. Aumenta con l’azione della gravità, in posizione seduta, con flessione del tronco, con tosse, starnuti e con lo sforzo della defecazione. Per esempio, durante la flessione di tronco, il dolore arriva improvvisamente ad un determinato punto (es. 30 gradi) e scompare continuando il movimento. I-

Dolore legamentoso

Dolore bruciante, compare con il mantenimento di una determinata posizione al finale dell’ampiezza articolare. Non compare immediatamente ma ha un tempo di latenza varia tra i 10 minuti ed 1 ora. Ovviamente esistono diversi tipi di legamenti che vengono tensionati in posizioni o con movimenti diversi. Per esempio a livello vertebrale lombare distinguiamo:

• il dolore capsulare inter-apofisario con dolore ben localizzato;

• il legamento ileolombare con dolore riferito nel metamero di L5, in sede lombare bassa unilaterale, sacroiliaco o inguinale;

• legamento interspinoso: dolore a barra sulla linea mediana del rachide, aumenta con la flessione anteriore mantenuta, ma anche il raddrizzamento è dolente.

Hai ancora dolore? Posso aiutarti.

Dr. Luca Mazzucchelli — Fisioterapista e Osteopata a Parma


Tratto mal di schiena, cervicale, ernia del disco, problemi posturali e molto altro.
Prima visita €75 · Lun–Sab 7:00–20:00 · Parcheggio gratuito fronte studio

Dolore muscolare

Dolore che si scatena con il movimento, sordo e diffuso, di tipo ischemico che aumenta con la contrazione e genera un dolore anche riferito in zone distanti.

Dolore nervoso

Colpisce la radice del nervo rachideo o il nervo periferico, è un dolore filiforme: il paziente ne descrive il tragitto con un dito.

Dolore riferito viscerale

Dolore ritmico che dipende dalla funzione viscerale, si presenta nella zona somatica in relazione alla disfunzione. Aumenta nelle ore in cui il viscere è più in funzione (cicli circadiano).
Il dolore non aumenta con il movimento.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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