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PSOITE: L’INFIAMMAZIONE DEL MUSCOLO PSOAS

PSOITE: L’INFIAMMAZIONE DEL MUSCOLO PSOAS

PSOITE: L'INFIAMMAZIONE DEL MUSCOLO PSOAS

Indice

INTRODUZIONE

La psoite è un’infiammazione del muscolo psoas, una struttura fondamentale per la biomeccanica dell’anca, della colonna lombare e del bacino. Si tratta di una condizione relativamente rara, ma significativa, poiché può causare dolore intenso, limitazione funzionale e coinvolgimento sistemico in alcuni casi. In ambito osteopatico, la psoite richiede una valutazione attenta per individuare le cause e pianificare un intervento adeguato.

ANATOMIA DEL MUSCOLO PSOAS

Il muscolo psoas, parte del complesso ileopsoas, origina dalla colonna vertebrale (T12-L5) e si inserisce sul piccolo trocantere del femore. È un importante flessore dell’anca e stabilizzatore lombare. Data la sua vicinanza agli organi viscerali e ai principali vasi sanguigni (aorta e vena cava), è particolarmente sensibile a processi infiammatori che possono coinvolgere le strutture circostanti.

COS’È LA PSOITE?

La psoite è un’infiammazione del muscolo psoas che può essere di origine:

  • Primaria: causata da traumi, sovraccarico funzionale o contratture croniche.
  • Secondaria: associata a infezioni, processi viscerali o patologie sistemiche.

CAUSE PRINCIPALI DELLA PSOITE

1. Cause meccaniche

  • Traumi:
    • Incidenti o colpi diretti alla regione lombare o all’anca.
  • Sovraccarico funzionale:
    • Movimenti ripetitivi o attività che coinvolgono flessione intensa dell’anca.
  • Posture scorrette:
    • Sedentarietà prolungata o posizioni che accorciano il muscolo.

2. Cause infettive

  • Ascessi dello psoas:
    • Infezioni batteriche che coinvolgono il muscolo, spesso originate da patologie addominali o pelviche.
  • Infezioni sistemiche:
    • Malattie come la tubercolosi o le infezioni stafilococciche.

3. Cause viscerali

  • Patologie gastrointestinali:
    • Appendicite, diverticolite o colite infiammatoria.
  • Patologie urologiche:
    • Calcolosi renale, pielonefrite o infezioni delle vie urinarie.
  • Patologie ginecologiche:
    • Endometriosi o infezioni pelviche.

SINTOMI DELLA PSOITE

I sintomi della psoite possono variare in base alla gravità e alla causa sottostante, ma includono spesso:

  1. Dolore lombare o addominale:
    • Localizzato profondamente nella regione lombare o inguinale, spesso unilaterale.
  2. Limitazione funzionale:
    • Difficoltà a camminare o a sollevare la gamba interessata.
  3. Postura antalgica:
    • Inclinazione del tronco per ridurre il dolore.
  4. Segni sistemici:
    • In caso di infezioni, febbre, sudorazione e malessere generale.
  5. Dolore irradiato:
    • Può estendersi all’inguine, alla coscia o all’addome.

DIAGNOSI DELLA PSOITE

La diagnosi di psoite richiede un approccio multidisciplinare per identificare la causa sottostante.

Valutazione osteopatica

  • Esame posturale:
    • Identificazione di tensioni muscolari e compensazioni.
  • Palpazione dello psoas:
    • Ricerca di dolore, rigidità o gonfiore nella regione profonda addominale.
  • Test funzionali:
    • Valutazione della flessione dell’anca e del movimento lombare.

Esami clinici

  • Esami del sangue:
    • Ricerca di infezioni (aumento dei globuli bianchi, PCR elevata).
  • Imaging:
    • Ecografia o risonanza magnetica per visualizzare il muscolo e identificare eventuali ascessi o anomalie.
  • Indagini specifiche:
    • Tac per escludere patologie viscerali o infezioni.

TRATTAMENTO DELLA PSOITE

Il trattamento della psoite dipende dalla causa, con un approccio integrato tra terapia osteopatica, medica e riabilitativa.

1. Approccio medico

  • Antibiotici:
    • In caso di infezioni o ascessi.
  • Antinfiammatori:
    • Per ridurre dolore e infiammazione.
  • Chirurgia:
    • In casi gravi di ascessi non risolvibili con farmaci.

2. Approccio osteopatico

L’osteopatia si concentra sul miglioramento della mobilità e sul riequilibrio delle tensioni.

Tecniche principali:
  1. Rilascio miofasciale:
    • Per alleviare le tensioni muscolari e migliorare il drenaggio linfatico.
  2. Tecniche di energia muscolare (MET):
    • Per rilassare lo psoas ipertonico e migliorare la sua funzionalità.
  3. Mobilizzazioni articolari:
    • Per riequilibrare il bacino e ridurre le compensazioni posturali.
  4. Lavoro viscerale:
    • Per ridurre le tensioni sugli organi in rapporto con lo psoas.
  5. Trattamento del diaframma:
    • Per migliorare la relazione psoas-diaframma e ridurre lo stress sistemico.

3. Riabilitazione

  • Stretching delicato:
    • Per migliorare la flessibilità senza aggravare l’infiammazione.
  • Esercizi di rinforzo:
    • Una volta risolta la fase acuta, per stabilizzare la colonna lombare e il bacino.

PREVENZIONE DELLA PSOITE

Per evitare recidive, è fondamentale:

  • Postura corretta:
    • Evitare posizioni prolungate che accorciano lo psoas.
  • Stretching regolare:
    • Per mantenere la flessibilità del muscolo.
  • Esercizi di rinforzo:
    • Per migliorare la stabilità del core e ridurre il sovraccarico lombare.
  • Gestione dello stress:
    • Poiché lo psoas è influenzato da tensioni emotive, tecniche di rilassamento come la respirazione diaframmatica possono essere utili.

CONCLUSIONI

La psoite è una condizione complessa che richiede un approccio multidisciplinare per identificare e trattare efficacemente la causa sottostante. In osteopatia, l’attenzione al muscolo psoas e alle sue connessioni con il sistema viscerale e muscolo-scheletrico permette di intervenire in modo mirato, migliorando il recupero e prevenendo recidive. La gestione integrata di questa condizione è essenziale per garantire il benessere del paziente e ripristinare la funzionalità.

Hai ancora dolore? Posso aiutarti.

Dr. Luca Mazzucchelli — Fisioterapista e Osteopata a Parma


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E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

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La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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