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DIFFERENZE TRA ETEROMETRIA E DISMETRIA

DIFFERENZE TRA ETEROMETRIA E DISMETRIA

DIFFERENZE TRA ETEROMETRIA E DISMETRIA

Indice

INTRODUZIONE

I termini eterometria e dismetria sono spesso utilizzati in osteopatia per descrivere differenze nella lunghezza apparente degli arti inferiori. Tuttavia, rappresentano condizioni diverse per origine, manifestazione e trattamento. La distinzione corretta è essenziale per una valutazione accurata e una terapia adeguata.

DISMETRIA

Definizione

La dismetria si riferisce a una differenza reale, anatomica o strutturale, nella lunghezza degli arti inferiori. È dovuta a una discrepanza nella crescita o nella struttura ossea, con una differenza oggettivamente misurabile tra le lunghezze degli arti.

Cause principali

  1. Congenite:
    • Displasia scheletrica.
    • Difetti di crescita ossea.
  2. Traumatiche:
    • Fratture mal consolidate o lesioni epifisarie.
  3. Patologiche:
    • Alterazioni legate a condizioni come displasie ossee, infezioni o tumori.
  4. Chirurgiche:
    • Discrepanze post-operatorie, ad esempio dopo interventi su femore o tibia.

Caratteristiche cliniche

  • Misurabile e permanente: la differenza nella lunghezza degli arti è fissa.
  • Può causare alterazioni nell’appoggio plantare e compensazioni posturali.
  • Sovraccarico articolare, specialmente su ginocchio, anca e colonna vertebrale.

Valutazione

  • Esami strumentali:
    • Radiografie per misurare la lunghezza ossea.
  • Misurazione diretta:
    • Confronto tra gli arti inferiori in posizione supina.

Trattamento

  • Ortopedico:
    • Utilizzo di plantari, rialzi o interventi chirurgici in casi gravi.
  • Osteopatico:
    • Supporto per riequilibrare le compensazioni biomeccaniche.

ETEROMETRIA

Definizione

L’eterometria indica una differenza funzionale o apparente nella lunghezza degli arti inferiori, senza che vi sia una reale discrepanza anatomica. È causata da alterazioni posturali, muscolari o articolari che modificano l’assetto del bacino e la percezione della lunghezza degli arti.

Cause principali

  1. Muscolari:
    • Contratture o tensioni asimmetriche (ad esempio, ileopsoas, piriforme).
  2. Posturali:
    • Inclinazione pelvica o rotazioni sacrali.
  3. Articolari:
    • Disfunzioni iliache o restrizioni articolari del bacino.
  4. Fasciali:
    • Tensioni miofasciali lungo le catene muscolari.

Caratteristiche cliniche

  • Variabile e reversibile: la differenza di lunghezza degli arti può cambiare in base alla postura o al movimento.
  • Coinvolge l’assetto pelvico e posturale, ma non presenta alterazioni ossee.

Valutazione

  • Osservazione posturale:
    • Valutazione in diverse posizioni (supina, seduta, eretta).
  • Test funzionali:
    • Mobilità articolare, tensioni muscolari e correzione passiva dell’apparente dismetria.

Trattamento

  • Osteopatico:
    • Tecniche di rilascio muscolare e fasciale.
    • Correzione delle disfunzioni sacrali o iliache.
  • Riabilitativo:
    • Stretching e rafforzamento muscolare per mantenere l’equilibrio.

DIFFERENZE CHIAVE TRA DISMETRIA ED ETROMETRIA

CaratteristicaDismetriaEterometria
OrigineAnatomica o strutturaleFunzionale o apparente
CausaCrescita, traumi, patologie osseeSquilibri muscolari, articolari, posturali
CaratteristichePermanente e misurabileVariabile e correggibile
ValutazioneRadiografie, misurazioni osseeTest funzionali, analisi posturale
TrattamentoOrtopedico o chirurgicoOsteopatico e riabilitativo

CONCLUSIONI

La dismetria rappresenta una differenza reale nella lunghezza degli arti, mentre l’eterometria è una discrepanza apparente causata da disfunzioni posturali o muscolari. In osteopatia, il trattamento dell’etrometria si concentra sul riequilibrio funzionale, mentre la gestione della dismetria richiede un approccio ortopedico e, in alcuni casi, chirurgico. La distinzione accurata tra le due condizioni è fondamentale per garantire un intervento terapeutico adeguato ed efficace.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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