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MUSCOLO ILEOPSOAS E GAMBA CORTA IN OSTEOPATIA

MUSCOLO ILEOPSOAS E GAMBA CORTA IN OSTEOPATIA

gamba corta in osteopatia

Indice

INTRODUZIONE

Il muscolo ileopsoas, composto da psoas maggiore e iliaco, è uno dei principali flessori dell’anca e svolge un ruolo cruciale nella postura, nella deambulazione e nella stabilità della colonna lombare. Nell’ambito osteopatico, le disfunzioni di questo muscolo possono alterare l’equilibrio pelvico e creare l’impressione di una “gamba corta”, una condizione spesso legata a squilibri posturali piuttosto che a una reale discrepanza anatomica. Questo articolo esplora il legame tra ileopsoas e gamba corta, con un’analisi delle cause e delle possibili strategie terapeutiche.

ANATOMIA E FUNZIONE DEL MUSCOLO ILEOPSOAS

Anatomia

  • Origine:
    • Psoas maggiore: corpi e processi trasversi delle vertebre T12-L5.
    • Iliaco: fossa iliaca e base del sacro.
  • Inserzione: Piccolo trocantere del femore.
  • Innervazione: Nervo femorale (L1-L3).

Funzioni principali:

  1. Flessione dell’anca: permette di sollevare la coscia o di piegare il tronco sull’anca.
  2. Stabilizzazione lombare: sostiene la lordosi lombare e il bacino durante i movimenti.
  3. Rotazione esterna dell’anca: in alcuni movimenti combinati.
  4. Connessione viscerale: attraverso il suo rapporto anatomico con il diaframma e gli organi addominali.

LA “GAMBA CORTA” IN OSTEOPATIA

La “gamba corta” può derivare da disfunzioni meccaniche e posturali legate all’ileopsoas. Questi squilibri creano l’impressione di una differenza nella lunghezza degli arti inferiori (eterometria), pur in assenza di una reale discrepanza anatomica (dismetria).

Cause principali della gamba corta legate all’ileopsoas:

  1. Contrattura o ipertono dell’ileopsoas:
    • La tensione unilaterale dell’ileopsoas può inclinare il bacino, sollevandolo sul lato coinvolto e accorciando l’arto controlaterale.
  2. Disfunzioni sacrali e iliache:
    • L’ileopsoas è collegato al bacino e al sacro; la sua rigidità può indurre una rotazione o una disfunzione sacrale.
  3. Tensioni fasciali:
    • Attraverso le connessioni con il diaframma e la fascia iliaca, l’ileopsoas può influire sull’allineamento pelvico.
  4. Compensazioni posturali:
    • La disfunzione dell’ileopsoas può alterare la postura, creando l’impressione di una gamba più corta rispetto all’altra.

SINTOMI ASSOCIATI ALLA GAMBA CORTA LEGATA ALL’ILEOPSOAS

  • Dolore lombare: spesso causato dalla compressione lombare indotta dalla contrattura dell’ileopsoas.
  • Asimmetrie posturali: inclinazione del bacino e disallineamento della colonna vertebrale.
  • Limitazione nella deambulazione: difficoltà nei movimenti che coinvolgono la flessione e l’estensione dell’anca.
  • Dolore all’anca o al ginocchio: per compensazioni dovute all’alterata biomeccanica.
  • Disfunzioni viscerali: sintomi associati agli organi in rapporto con il psoas.

VALUTAZIONE OSTEOPATICA

L’osteopata analizza l’interazione tra ileopsoas, bacino e arti inferiori attraverso una valutazione globale.

Elementi principali della valutazione:

  1. Analisi posturale:
    • Identificazione di inclinazioni pelviche o compensazioni della colonna vertebrale.
  2. Test di lunghezza degli arti inferiori:
    • Differenziazione tra discrepanza funzionale e anatomica.
  3. Esame del muscolo ileopsoas:
    • Palpazione per rilevare tensioni, trigger point o rigidità.
  4. Valutazione del bacino:
    • Identificazione di rotazioni iliache o disfunzioni sacrali.
  5. Studio delle catene miofasciali:
    • Analisi delle tensioni che collegano ileopsoas e arto inferiore.

TRATTAMENTO OSTEOPATICO DELLA GAMBA CORTA LEGATA ALL’ILEOPSOAS

L’approccio osteopatico mira a ripristinare la funzionalità dell’ileopsoas, riequilibrare il bacino e migliorare la postura.

Tecniche principali:

  1. Rilascio miofasciale:
    • Per alleviare le tensioni nelle fasce iliache e lombari.
  2. Tecniche di energia muscolare (MET):
    • Per rilassare l’ileopsoas ipertonico e ripristinarne la lunghezza funzionale.
  3. Manipolazioni sacrali:
    • Per correggere le rotazioni sacrali o le disfunzioni iliache.
  4. Mobilizzazioni articolari:
    • Per migliorare la mobilità dell’anca e delle articolazioni del bacino.
  5. Lavoro viscerale:
    • Per trattare le connessioni tra ileopsoas e organi addominali.
  6. Riequilibrio posturale:
    • Correzione degli squilibri che influenzano la lunghezza funzionale degli arti inferiori.

ESERCIZI PER SUPPORTARE IL TRATTAMENTO

Per mantenere i benefici del trattamento osteopatico e prevenire recidive, è utile eseguire esercizi specifici:

  1. Stretching dell’ileopsoas:
    • Posizione di affondo con inclinazione pelvica per allungare il muscolo.
  2. Rinforzo del core:
    • Esercizi come il plank per stabilizzare il bacino e la colonna lombare.
  3. Mobilità dell’anca:
    • Movimenti circolari dell’anca per migliorare l’ampiezza articolare.
  4. Allungamento delle catene posteriori:
    • Per bilanciare le tensioni miofasciali.

PREVENZIONE DELLE DISFUNZIONI

Per prevenire la comparsa di disfunzioni legate all’ileopsoas e alla gamba corta:

  • Adottare una postura corretta:
    • Soprattutto durante attività sedentarie prolungate.
  • Alternare attività fisiche:
    • Evitare il sovraccarico funzionale attraverso variazioni nei movimenti.
  • Integrare sessioni di stretching e rinforzo muscolare:
    • Per mantenere la flessibilità e la forza dell’ileopsoas.

CONCLUSIONI

Il muscolo ileopsoas è una struttura centrale nella biomeccanica del bacino e degli arti inferiori. La sua disfunzione può portare a squilibri posturali, contribuendo alla percezione di una “gamba corta”. L’approccio osteopatico, attraverso tecniche manuali e strategie preventive, permette di ripristinare l’equilibrio funzionale, migliorare la postura e alleviare i sintomi. Un’integrazione di trattamento, esercizi specifici e una corretta gestione quotidiana garantisce risultati duraturi e un miglioramento globale del benessere.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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