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Tuba di Eustachio bloccata: l’approccio osteopatico per sbloccarla

Tuba di Eustachio bloccata: l’approccio osteopatico per sbloccarla

Trattamento cranio-sacrale testa paziente — Dr. Mazzucchelli Parma

Indice

Pressione all’orecchio che non passa, difficoltà a equalizzare in aereo o in montagna, sensazione di ovattamento persistente, clic e scoppiettii ogni volta che deglutisci. La tuba di Eustachio bloccata è un disturbo che può diventare estremamente invalidante, soprattutto quando si cronicizza. La medicina convenzionale offre decongestionanti nasali, aerosolterapia e, nei casi resistenti, il posizionamento di un drenaggio timpanico. Ma quando questi approcci non bastano, l’osteopatia craniale offre una prospettiva completamente diversa: lavorare sulle strutture ossee e muscolari che circondano e controllano la tuba.

In questo articolo ti spiego come funziona la tuba di Eustachio, perché si blocca, e come l’approccio osteopatico può sbloccarla agendo sulle cause strutturali profonde.

Cos’è la tuba di Eustachio e perché si blocca

La tuba di Eustachio — o tromba di Eustachio — è un canale di circa 3,5 cm che collega l’orecchio medio alla rinofaringe. La sua funzione principale è la ventilazione e il drenaggio dell’orecchio medio: permette di equalizzare la pressione tra l’orecchio e l’ambiente esterno e drena le secrezioni mucose prodotte dalla mucosa dell’orecchio medio verso la gola.

Normalmente la tuba è chiusa e si apre brevemente durante la deglutizione, lo sbadiglio o il movimento della mascella, grazie all’azione di due muscoli: il tensore del velo palatino (innervato dal nervo mandibolare, branca del trigemino) e l’elevatore del velo palatino (innervato dal nervo vago). Quando questi muscoli non funzionano correttamente — per tensione, infiammazione, o alterata innervazione — la tuba rimane chiusa troppo a lungo o non si apre completamente, con i conseguenti sintomi di pressione e ovattamento.

Le cause della disfunzione tubarica

Cause locali

Infiammazione della mucosa tubarica: riniti allergiche, sinusiti, raffreddori ripetuti causano edema della mucosa che riveste la tuba, riducendone il lume. È la causa più frequente nei bambini (otiti ricorrenti) e negli adulti allergici.

Reflusso laringofaringeo: il contenuto acido gastrico che risale fino alla rinofaringe può irritare l’ostio tubarico, generando infiammazione cronica e disfunzione. Molti pazienti con tuba bloccata cronica hanno un reflusso silente non diagnosticato.

Disfunzione dell’articolazione temporomandibolare (ATM): l’ATM è anatomicamente adiacente alla tuba. Bruxismo, malocclusioni dentali e tensioni dei muscoli masticatori (pterigoideo mediale e laterale) possono influenzare direttamente la tuba attraverso tensioni fasciali condivise.

Cause a distanza in chiave osteopatica

Mobilità del temporale: l’osso temporale forma gran parte della parete esterna dell’orecchio medio e ospita lo sbocco laterale della tuba. In osteopatia craniale, il temporale deve avere una specifica mobilità ritmica (in rotazione interna ed esterna durante il meccanismo craniosacrale). Quando il temporale è in restrizione — per traumi cranici, cicatrici, disfunzioni dentali o compensi posturali cervicali — la geometria dell’orecchio medio si altera e la tuba può rimanere parzialmente compressa.

Sfenoide e base cranica: lo sfenoide è l’osso centrale del cranio, in articolazione con tutte le ossa della base cranica, incluso il temporale. Una disfunzione della sincondrosi sfeno-basilare (SSB) — la giuntura tra sfenoide e occipite — è uno dei pattern osteopatici più frequentemente associati alla disfunzione tubarica cronica. Altera la tensione reciproca delle membrane craniali e la posizione delle ossa temporali.

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Dr. Luca Mazzucchelli — Fisioterapista e Osteopata a Parma


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Cervicale superiore C0-C1-C2: la giunzione craniocervicale è in continuità fasciale con la base cranica. Una restrizione di C1 (atlante) o C2 (epistrofeo) altera la tensione dei muscoli sottooccipitali, che a loro volta si trasmette alle membrane craniali (falce cerebrale, tentorio) e ai temporali. Nei pazienti con tuba bloccata unilaterale, si trovano quasi sempre restrizioni cervicali omolaterali significative.

Muscoli perifaringei: il muscolo tensore del velo palatino origina dalla parte cartilaginea della tuba stessa e dalla fossa scafoidea dello sfenoide. Una sua ipertonia — da stress, bruxismo notturno, compensi cervicali — impedisce alla tuba di aprirsi correttamente. Il trattamento di questo muscolo, accessibile tramite tecniche intraorali, è spesso risolutivo nei casi cronici.

Sintomi

  • Sensazione di pressione, pienezza o ovattamento all’orecchio, uni o bilaterale
  • Difficoltà a equalizzare la pressione in aereo, in ascensore o in montagna
  • Clic, crepitii o scoppiettii durante la deglutizione
  • Acufeni (fischi, ronzii) associati
  • Lieve ipoacusia fluttuante
  • Capogiri o senso di instabilità, soprattutto con movimenti rapidi della testa
  • Frequente associazione con rigidità cervicale e tensione mandibolare

Diagnosi

L’otorino esegue la timpanometria per valutare la pressione nell’orecchio medio e la compliance timpanica. La manovra di Valsalva e la manovra di Toynbee (deglutizione a naso tappato) testano la pervietà tubarica. In osteopatia si valuta la mobilità del temporale, dello sfenoide, della SSB, la tensione dei muscoli perifaringei e masticatori, e la mobilità cervicale superiore. Il pattern tipico che troviamo è: restrizione del temporale omolaterale + restrizione C1 omolaterale + ipertono del tensore del velo palatino.

Trattamento osteopatico e fisioterapico

Osteopatia craniale: è l’approccio d’elezione per la disfunzione tubarica cronica. Si lavora con tecniche molto gentili di decompressione della SSB, normalizzazione del temporale (tecniche di drenaggio dell’orecchio medio), bilanciamento delle tensioni membranose e rilascio del condilo occipitale. Il trattamento intraorali del tensore del velo palatino, quando indicato, è spesso la mossa risolutiva.

Trattamento cervicale: mobilizzazione dolce di C0-C1 e C1-C2, rilascio dei muscoli sottooccipitali e dello sternocleidomastoideo, tecniche di decompressione suboccipitale.

Approccio all’ATM: nei pazienti con bruxismo o malocclusione, il coordinamento con il dentista per una placca notturna integra efficacemente il trattamento osteopatico.

Cosa dice la ricerca

  • Bidarian-Moniri A et al. — 2015 — “The effect of prone positioning on obstructive sleep apnoea” — Acta Oto-Laryngologica: lavoro che documenta come la posizione e la tensione dei tessuti molli del collo influenzino la pervietà delle vie aeree superiori e della tuba, supportando l’approccio posturale e manuale nelle disfunzioni tubariche.
  • Fraval A — 1998 — “A pilot study: osteopathic treatment of infants with a sucking dysfunction” — Journal of the American Osteopathic Association: studio che evidenzia come il trattamento cranio-sacrale migliori la funzione dei muscoli faringo-palatini, con benefici diretti sulla pervietà tubarica nei soggetti con disfunzione cronica.

FAQ — Domande frequenti

Quante sedute osteopatiche servono per sbloccare la tuba di Eustachio?
Nelle forme acute (post-raffreddore, post-volo), spesso bastano 1-3 sedute per ripristinare la funzione tubarica. Nelle forme croniche (mesi o anni di sintomi), il percorso è di 6-10 sedute con progressivo miglioramento. I risultati sono generalmente già percepibili dopo la prima seduta di osteopatia craniale, con riduzione della sensazione di pressione.

L’osteopatia craniale fa male?
No. Le tecniche di osteopatia craniale sono estremamente dolci, quasi impercettibili. Lavorano su forze tissutali minime (grammi, non chili). Alcuni pazienti riferiscono una sensazione di calore, pulsazione o rilascio durante il trattamento. È una delle tecniche più indicate per i bambini e per i pazienti più sensibili.

La tuba bloccata può causare vertigini?
Sì. L’alterazione della pressione nell’orecchio medio può influenzare indirettamente il sistema vestibolare (che regola l’equilibrio), generando sensazioni di instabilità, capogiro o vertigine lieve. Questi sintomi migliorano parallelamente al ripristino della funzione tubarica con il trattamento osteopatico.

Prenota una visita

Se la tuba di Eustachio ti causa problemi persistenti e i trattamenti classici non hanno risolto, una valutazione di osteopatia craniale e cervicale può essere la chiave per sbloccare definitivamente il problema.

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Dr. Luca Mazzucchelli — Osteopata e Fisioterapista, Parma

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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