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SINDROME DELLO STRETTO TORACICO: UNA VISIONE OSTEOPATICA

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO: UNA VISIONE OSTEOPATICA

sindrome dello stretto toracico

Indice

La sindrome dello stretto toracico (Thoracic Outlet Syndrome, TOS) è una condizione caratterizzata dalla compressione dei nervi, dei vasi sanguigni o di entrambi, all’interno della regione delimitata dal collo e dalla parte superiore del torace. In osteopatia, questo disturbo viene affrontato attraverso un’analisi globale per individuare le cause profonde e favorire un recupero funzionale.

COS’È LA SINDROME DELLO STRETTO TORACICO?

La TOS è causata da compressioni o irritazioni in una delle seguenti aree anatomiche:

  • Spazio interscalenico: delimitato dai muscoli scaleni anteriore e medio.
  • Spazio costoclavicolare: situato tra la clavicola e la prima costa.
  • Spazio sottopettorale: tra il muscolo piccolo pettorale e la parete toracica.

I principali tipi di TOS includono:

  1. Neurogena: compressione del plesso brachiale (più comune).
  2. Venosa: compressione della vena succlavia.
  3. Arteriosa: compressione dell’arteria succlavia.

CAUSE E FATTORI CONTRIBUENTI

Le cause possono essere strutturali o funzionali:

  • Disfunzioni muscolo-scheletriche:
    • Ipertono dei muscoli scaleni o del piccolo pettorale.
    • Restrizioni della clavicola o della prima costa.
  • Anomalie anatomiche:
    • Presenza di una costa cervicale o di tessuti fibrosi anomali.
  • Postura scorretta:
    • Protrazione delle spalle e cifosi toracica.
  • Traumi:
    • Lesioni pregresse al collo o alla spalla.
  • Movimenti ripetitivi:
    • Attività lavorative o sportive che richiedono movimenti continui delle braccia sopra la testa.

SINTOMI PRINCIPALI

Sensazione di pesantezza o affaticamento.

Sintomi neurologici:

Dolore, intorpidimento e formicolio lungo il braccio e la mano.

Debolezza muscolare.

Hai ancora dolore? Posso aiutarti.

Dr. Luca Mazzucchelli — Fisioterapista e Osteopata a Parma


Tratto mal di schiena, cervicale, ernia del disco, problemi posturali e molto altro.
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Sintomi vascolari:

Gonfiore, pallore o cianosi del braccio.

VALUTAZIONE OSTEOPATICA

L’osteopata valuta l’intero sistema neuro-muscolo-scheletrico per identificare le aree di compressione e le disfunzioni associate. Gli elementi chiave della valutazione includono:

  • Esame posturale:
    • Analisi delle spalle, della colonna cervicale e toracica.
  • Valutazione muscolo-fasciale:
    • Ricerca di tensioni nei muscoli scaleni, piccolo pettorale e fascia toracica.
  • Mobilità articolare:
    • Studio delle articolazioni clavicolare, scapolo-omerale e costovertebrale.
  • Esame neurologico e vascolare:
    • Test specifici come il test di Adson, il test costoclavicolare e il test del piccolo pettorale per identificare la compressione.

TRATTAMENTO OSTEOPATICO

L’approccio osteopatico mira a ridurre la compressione e ripristinare l’equilibrio biomeccanico. Le tecniche principali includono:

  1. RILASCIO MIOFASCIALE:
    • Per alleviare la tensione nei muscoli scaleni, piccolo pettorale e fascia toracica.
  2. MOBILIZZAZIONI ARTICOLARI:
    • Per migliorare la mobilità della clavicola, della prima costa e delle articolazioni correlate.
  3. TRATTAMENTO DEL DIAFRAMMA:
    • Per migliorare la mobilità e ridurre la pressione nella regione toracica.
  4. TECNICHE DI ENERGIA MUSCOLARE (MET):
    • Per riequilibrare i muscoli coinvolti nella compressione.
  5. TECNICHE DI RILASSAMENTO CRANIO-CERVICALE:
    • Per ridurre le tensioni a livello del collo e migliorare il flusso nervoso.
  6. TRATTAMENTO DELLE CATENE POSTURALI:
    • Per correggere disallineamenti e squilibri posturali.

PREVENZIONE E GESTIONE A LUNGO TERMINE

Per prevenire recidive e migliorare i risultati a lungo termine, è fondamentale:

  • Migliorare la postura:
    • Adottare una postura ergonomica nelle attività quotidiane.
  • Esercizi di stretching e rafforzamento:
    • Per migliorare la flessibilità e la forza dei muscoli coinvolti.
  • Evitare movimenti ripetitivi:
    • Alternare le attività per ridurre lo stress biomeccanico.
  • Educazione del paziente:
    • Suggerimenti per prevenire compressioni future.

CONCLUSIONI

La sindrome dello stretto toracico è una condizione complessa che richiede un approccio globale. L’osteopatia, attraverso una valutazione personalizzata e un trattamento mirato, può ridurre significativamente i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente. Un piano integrato di terapia manuale, esercizi e prevenzione rappresenta la strategia ottimale per affrontare questa condizione.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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