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TUNNEL CARPALE

TUNNEL CARPALE

Tunnel Carpale - Dr. Mazzucchelli Luca Fisioterapia, Osteopatia e Terapia Manuale a Parma

Indice

LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Fisioterapia Tunnel Carpale - Dr. Mazzucchelli Luca Fisioterapia, Osteopatia e Terapia Manuale a Parma

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo da compressione nervosa abbastanza comune, che causa dolore, senso di intorpidimento e formicolio al polso, alla mano e alle dita.

La causa è raramente una sola; infatti, di solito, la sindrome del tunnel carpale è il risultato di una combinazione di diverse circostanze.

La frequenza con cui la Sindrome del Tunnel Carpale si osserva nella popolazione è circa tre volte più elevata nella donna ed è variabile a seconda dell’attività lavorativa svolta, addirittura fino a 60 casi ogni 100 lavoratori in particolari attività lavorative. Ne risultano infatti più spesso colpiti gli addetti al settore manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, come pure gli addetti al confezionamento pacchi, cuochi di albergo e gli addetti ai pubblici esercizi. In circa il 70% dei casi è bilaterale, con prevalenza della mano dominante.

La sindrome del tunnel carpale si verifica quando i tessuti circostanti i tendini flessori si gonfiano determinando una compressione sul nervo mediano. Questi tessuti sono chiamati sinovia. La membrana sinoviale lubrifica i tendini e rende più facile il movimento. Il gonfiore della sinovia restringe lo spazio confinato del tunnel carpale, e nel tempo, determina una sofferenza del nervo. La sindrome del tunnel carpale è causata dalla pressione sul nervo mediano nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale.

soggetti più a rischio sono soggetti con un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, che per sport o professione sono portati a stressare maggiormente l’articolazione del polso.

Non sono state ancora riconosciute delle cause ben definite. Tra le ipotesi più avvalorate c’è quella riguardante la perdita di stabilità dell’articolazione, soprattutto nel movimento di estensione.

Ciò causerebbe una ripetuta compressione del nervo mediano e la conseguente infiammazione di quest’ultimo. Allo stesso tempo non si escludono condizioni di ereditarietà e genetica.

Molti fattori possono contribuire allo sviluppo della sindrome del tunnel carpale:

  • L’ereditarietà è il fattore più importante infatti i tunnel carpale possono essere più piccoli in alcune persone, e questa caratteristica viene ereditata.
  • Fare lavori manuali (come usare il martello pneumatico) o lavori di precisione e tipicamente ripetitivi, può contribuire nel tempo a sviluppare questo disturbo.
  • I cambiamenti ormonali legati alla gravidanza ed il ristagno di liquidi possono giocare un ruolo nella compressione del nervo e nella sua sofferenza.
  • L’età è un fattore importante: la malattia si verifica più frequentemente nelle persone anziane.
  • Condizioni patologiche generali di base, tra cui il diabete, l’artrite reumatoide e gli squilibri ormonali tiroidei possono avere un ruolo nell’insorgenza della patologia compressiva e degenerativa del nervo.
  • Alcuni sport (come giocare a bowling o a tennis), l’utilizzo di strumenti musicali (come la chitarra) che causano microtraumatismi ripetuti del polso e l’utilizzo molto frequente del mouse del computer.

SINTOMI

I sintomi più comuni della sindrome del tunnel carpale sono:

  • Intorpidimento, formicolio e dolore nella mano e delle dita (in particolare delle prime tre dita, il pollice, l’indice e il medio, mai il mignolo) più frequenti di notte che di giorno.
  • Sensazione simile ad una scossa elettrica soprattutto nel pollice, nel dito medio e anulare.
  • Strane sensazioni e il dolore che si propagano lungo il braccio verso la spalla.
  • Difficoltà ad eseguire lavori con le dita

TRATTAMENTO DEL TUNNEL CARPALE

Se la componente motoria è altamente inficiata, l’intervento chirurgico ha un’importanza rilevante per non perdere la funzionalità della mano, ma questi sono casi limite perché la sintomatologia riferita e una corretta diagnosi posso gestire per tempo la disabilità.

Il trattamento conservativo si è inoltre dimostrato più efficace in termini di sicurezza. Per trattamento conservativo si intende l’ampio spettro della terapia manuale, con il tuo approccio bio-psico-sociale e tutte le competenze di tecniche di mobilizzazione del canale per dare “respiro” al nervo.

La fisioterapia per portare giovamento a questo tipo di condizione utilizza tecniche di terapia manuale e mezzi fisici ed esercizi.

Le tecniche di terapia manuale sono fondamentalmente mobilizzazioni in trazione e massoterapia, hanno lo scopo di ridurre eventuali restrizioni fasciali presenti sull’avambraccio, polso e mano.

I mezzi fisici più utilizzati sono la laserterapia, l’ipertermia, la tecarterapia, le onde d’urto, le elettroterapie e gli ultrasuoni. Hanno l’obbiettivo di ridurre il dolore e controllare lo stato infiammatorio che colpisce il nervo mediano.

L’operazione chirurgica per la sindrome del tunnel carpale si effettua quando il paziente non risponde alla terapia conservativa, oppure quando le condizioni sin dalla prima visita sono così compromesse che far passare altro tempo potrebbe compromettere in modo importante la funzionalità del nervo.

Il percorso di riabilitazione in questi casi è simile a quello che hai letto precedentemente riguardo l’approccio conservativo con la differenza che: Il paziente dovrà tenere fermo il polso fino a quando non si è rimarginata la ferita; Va trattata bene la cicatrice affinché non si sviluppino aderenze connettivali che limitino il movimento dell’articolazione.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Il prezzo delle Visita è di Euro 65. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi.

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemnte per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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