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L’Importanza del Nervo Vago in Osteopatia

L’Importanza del Nervo Vago in Osteopatia

importanza del nervo vago in osteopatia

Indice

Il nervo vago, il decimo nervo cranico, rappresenta una struttura fondamentale per il corretto funzionamento del corpo umano. In osteopatia, il nervo vago assume un ruolo centrale grazie alla sua capacità di influenzare molteplici sistemi, tra cui quello nervoso, viscerale e immunitario. Un approccio osteopatico mirato può facilitare il riequilibrio delle sue funzioni, contribuendo al benessere globale del paziente.

Anatomia e Funzioni del Nervo Vago

Il nervo vago è il principale componente del sistema nervoso parasimpatico. Le sue funzioni principali includono:

  • Regolazione viscerale: Il nervo vago innerva il cuore, i polmoni, l’apparato gastrointestinale (fino alla flessura splenica), modulando attività quali frequenza cardiaca, motilità intestinale e secrezioni digestive.
  • Comunicazione cervello-corpo: Trasmette informazioni sensoriali dagli organi al sistema nervoso centrale, giocando un ruolo cruciale nel mantenimento dell’omeostasi.
  • Effetto calmante: Promuove uno stato di rilassamento e recupero attivando il sistema parasimpatico, contrapposto all’attivazione del sistema simpatico in situazioni di stress.

Il Nervo Vago in Osteopatia

Da una prospettiva osteopatica, il nervo vago è una chiave d’accesso al riequilibrio tra mente e corpo. Alterazioni nella funzione vagale possono derivare da:

  1. Disfunzioni meccaniche:
    • Compressioni a livello del forame giugulare, dove il nervo vago emerge dal cranio.
    • Restrizioni cervicali, in particolare nell’area dell’occipite e delle vertebre cervicali superiori.
  2. Disfunzioni viscerali:
    • Problemi gastrici, intestinali o polmonari che influenzano l’attività vagale.
  3. Stress cronico:
    • Lo stress protratto può ridurre la tonicità vagale, favorendo uno stato di iperattivazione simpatica.

Valutazione Osteopatica

La valutazione osteopatica del nervo vago si concentra sull’identificazione delle cause di alterazione della sua funzione. Gli elementi chiave includono:

  • Valutazione craniale: ricerca di compressioni o restrizioni al forame giugulare.
  • Analisi cervicale: identificazione di tensioni o disfunzioni somatiche cervicali superiori.
  • Esame diaframmatico: il nervo vago attraversa il diaframma, e tensioni in questa struttura possono influire sulla sua funzionalità.
  • Valutazione viscerale: analisi della mobilità degli organi innervati dal vago, in particolare stomaco, intestino e polmoni.

Tecniche Osteopatiche per il Nervo Vago

L’osteopatia utilizza una varietà di tecniche per favorire il corretto funzionamento del nervo vago:

  1. Tecniche craniali:
    • Manipolazioni mirate a liberare restrizioni al forame giugulare e migliorare la mobilità delle strutture craniche.
  2. Rilascio cervicale:
    • Tecniche miofasciali per ridurre tensioni nei muscoli cervicali e migliorare la mobilità delle vertebre superiori.
  3. Lavoro diaframmatico:
    • Tecniche per il rilascio del diaframma e delle sue connessioni fasciali, migliorando il passaggio del nervo.
  4. Approccio viscerale:
    • Mobilizzazioni degli organi viscerali per ridurre le tensioni che influenzano il vago.
  5. Tecniche parasimpatiche:
    • Approcci cranio-sacrali per favorire uno stato di rilassamento e stimolare l’attività parasimpatica.

Il Nervo Vago e le Sue Implicazioni Cliniche

Un’alterazione della funzione del nervo vago può contribuire a una vasta gamma di disturbi, tra cui:

  • Problemi gastrointestinali: reflusso gastroesofageo, dispepsia, sindrome dell’intestino irritabile.
  • Disturbi cardiovascolari: tachicardia o ipertensione legate a uno squilibrio autonomico.
  • Disordini ansiosi: lo stress cronico e l’ansia sono spesso associati a una ridotta tonicità vagale.
  • Affaticamento cronico e disturbi del sonno: legati a una disfunzione parasimpatica.

Conclusioni

Il nervo vago rappresenta un elemento fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio tra i diversi sistemi del corpo. L’approccio osteopatico, attraverso una valutazione globale e l’applicazione di tecniche specifiche, può contribuire a migliorare la sua funzione e a promuovere il benessere generale del paziente. Il lavoro sul nervo vago evidenzia come l’osteopatia non si limiti al trattamento dei sintomi, ma miri a riequilibrare i sistemi fondamentali del corpo umano.

Un metodo concreto, pratico e veloce

Un approccio globale mai basato solo sul singolo sintomo.

Per ogni paziente un approccio altamente personalizzato ed unico basato sui principi della terapia manuale, posturalogia ed osteopatia.

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INFORMAZIONI UTILI

E’ la domanda più frequente. A mio avviso non c’è differenza se non prettamente scolastica e formativa in quanto entrambe si basano sulla perfetta conoscenza della fisiologia e anatomia. In rete si trovano risposte propagandistiche da entrambe le discipline ma la verità è che non esiste la tecnica migliore ma semplicemente la più opportuna ed indicata per il singolo paziente ed in quel momento. L’unico interesse del terapeuta deve essere il benessere del paziente.

Unica cosa fondamentale che il paziente dovrebbe verificare è la reale natura sanitaria del professionista e quindi la Laurea. Ad oggi la semplice osteopatia è stata riconosciuta come disciplina para sanitaria che previene e mantiene lo stato di salute e quindi non cura!

Dopo un’attenta anamnesi e valutazione posturale complessiva si evidenziano e trattano le problematiche con l’obbiettivo primario della riduzione della sintomatologia dolorosa che ha portato il paziente in studio.

Il prezzo delle Visita è di Euro 70. Non c’è differenza tra la prima seduta e le eventuali successive. Ovviamente per le riabilitazioni che necessitano di più sedute il costo è rimodulato.

La spesa rientra tra le spese sanitarie ed è quindi esente iva, scaricabile e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Tariffe sempre aggiornate su miodottore.it

Le manipolazioni sono sicure e non sono assolutamente dolorose. Il suono (crack) che si può sentire è dato da una variazione di pressione (negativa) all’interno dell’articolazione che crea lo scoppio di gas. Può succedere che il giorno seguente si avverti qualche dolore diffuso dato dalle manipolazioni ma semplicemente per il fatto che il corpo non è ancora in grado di gestire le nuove correzioni posturali. 

La singola manipolazione non serve a nulla se non è inserita in un ragionamento più ampio e complesso.

Le manipolazioni agiscono su vari aspetti neurofisiologici e di liberta di movimento e risulta impossibile in poche parole riassumerne i meccanismi di azione e sicuramente c’è da diffidare dall’amico che ti “scrocchia la schiena” e soprattutto dal professionista che scrocchia una volta a destra ed una volta a sinistra!

No non è necessaria la prescrizione medica in quanto il Fisioterapista ha potere autonomo di gestire ed effetture la terapia più indicata ed effettuare diagnosi funzionale.

Per quanto riguarda eventuali accertamenti già eseguiti è utile portali per comprendere meglio la problematica.

Se necessari altri approfondimenti o visite specialistiche verranno richieste.

E’ impossibile rispondere senza visitare il Paziente.
Per la maggior parte dei pazienti con l’approccio osteopatico e manipolativo normalmente sono necessarie 1-2 sedute per la riduzione o scomparsa della sintomatologia dolorosa.
Nei casi invede di una ribalitazione per esempio post operatoria il numero di sedute aumenta come da protocolli terapeutici riconosciuti.
Come mi piace sempre precisare è il sintomo del paziente che detta i modi e le tempistiche delle sedute sia in acuto che di mantenimento.

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